È sempre Africa

È sempre Africa

Walter Brambilla

Trekkenfild N. 12, gennaio 2014

Tanti gli aneddoti, tante le storie, tanto da raccontare. La Cinque Mulini numero 82 va in archivio registrando per l’ennesima volta un successo africano, nella fattispecie keniano. Non vince un italiano dall’epoca di Alberto Cova (1986), un’era geologica fa, quando a San Vittore si facevano pic nic sui prati in attesa della gara, se il tempo lo permetteva. All’epoca la Cinque Mulini era la rivincita del Mondiale di cross che allora si chiamava Cross delle Nazioni, che aveva una valenza nettamente superiore alla prova iridata, tant’è che era allestita annualmente, mentre ora il Mondiale viene organizzato ogni due anni.

Parlare del passato può essere pleonastico e poco attinente alla realtà che in quest’occasione, domenica 26 gennaio, ha significato anche “cross per tutti” un circuito di gare giovanili e master che aprivano le danze prima del cross targato Iaaf. Così per una volta bambini, giovanissimi e genitori sono stati fatti sciamare lungo le rive maleodoranti dell’Olona, per la gioia anche di coloro che hanno organizzato: l’Unione Sportiva San Vittore Olona 1906. Evitando di addentrarci nei meandri giovanili e amatoriali, l’interesse si indirizza verso altri lidi, quelli specificatamente agonistici. Veniamo al dunque.

Il primo motivo d’interesse il rivedere sui prati lombardi un’atleta statunitense: Jennifer Simpson, nata Barringer, proveniente dall’Iowa, ma di stanza a Boulder in Colorado, la miler ha voluto apurare di persona cos’era questo cross, ne aveva sentito parlare a più riprese a allora con il suo manager è volata in Europa, arrivando per ragioni di fuso orario tre giorni prima della campestre, si è piazzata in un hotel a due passi dal tracciato, ne ha saggiato le difficoltà, ma ha pure unito l’utile (la corsa) al dilettevole (la cultura). Infatti, la bionda americanina è andata a Cremona per visitare la mostra del grande liutaio Stradivari! Tanto di cappello alla campionessa mondiale di Daegu 2011, nonchè vice campionessa lo scorso anno a Mosca nella distanza dei 1500.

Il giorno prima della Cinque Mulini nell’apposita serata dedicata alla consegna ufficiale dei numeri di gara, Jennifer Simpson è stata l’atleta più richiesta, più fotografata. Alla domanda come sarebbe andata la gara il giorno successivo, lei ha risposto: «sarà un’avventura». Così è stato. Certamente un avvenimento che lei stessa ricorderà: tenere dietro alla keniana Kypiegon (prima) e alla britannica Steel (seconda) è stato come digerire un pranzo di Natale a ferragosto. L’africana, due volte campionessa del mondo di cross a livello juniores con un modo di correre superlativo, l’inglesina con le treccine con una caparbietà tipica delle atlete della terra d’Albione è stato assai gravoso.

La Simpson ha stretto i denti, ma è giunta staccatissima al terzo posto con soli 12” di vantaggio su Valeria Roffino prima delle nostre. L’ennesima sfida africana tra Kenya e Etiopia  in campo maschile si è risolta a favore di Paul Tanui, keniano, capace di centrare un bronzo alle spalle di Farah e di Jeilan a Mosca la scorsa estate. Succosa e tambureggiante la campestre maschile, dove Mukhtar Edriss, vincitore della passata edizione, con problemi a un ginocchio, si è accontentato del quinto posto. Primo degli italiani Michele Fontana, il più regolare e continuo degli azzurri nella stagione invernale, L’unico che non si è tirato indietro, l’unico a cui piace correre e sporcarsi di fango. La Cinque Mulini ha cercato in più di un’ occasione di posizionarsi nel calendario per avere un buon numero di italiani, ma le Fiamme Gialle, la corazzata dell’atletica italiana, ogni anno hanno quasi in concomitanza la Coppa dei Campioni.

A San Vittore anticipano di una settimana? I finanzieri non vengono, debbono prepararsi. La spostano? Saranno stanchi! Più o meno funziona così, ma se improvvisamente arrivasse qualche euro sonante in più e con i chiari di luna in circolazione pare assai difficile, la questione si appiana. Adesso il cross in Italia si prende una pausa. A febbraio niente di tutto ciò, si aspetta marzo in un week end tutto dedicato alla corsa campestre, dove farà l’esordio anche la staffetta… peccato che negli stessi giorni a Sopot in Polonia, periferia di Danzica, in programma ci siano i mondiali indoor. Sì avete letto bene i Mondiali. Che bella idea!