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San Vittore Olona è un piccolo paese di circa 7000 anime a 25 chilometri da Milano, ma dal 1933 è conosciuto come la grande Università del cross. Giovanni Malerba, questo è il nome per sempre scolpito nella storia della Cinque Mulini, gettò per primo il seme che avrebbe fatto sbocciare la corsa campestre sanvittorese.
La prima edizione fu disputata Domenica 22 Gennaio 1933 quando, dopo la copiosa nevicata del giorno precedente, gli atleti si cimentarono in un percorso obbligato scavato fra i cumuli di neve.
I famosi mulini rientrarono ufficialmente nel percoso della gara solamente nel 1937, anno in cui il nuovo percorso di 12 Km fu allungato fino a passare attraverso i cinque mulini che in passato aveva solo costeggiato.
Nei suoi 73 anni di storia la Cinque Mulini non ha mai subito interruzioni. Nemmeno la Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui tutte le attività sportive in Italia subiscono un drastico ridimensionamento, riesce a far saltare la Cinque Mulini, unica manifestazione sportiva che resiste al conflitto.
Nel 1946 la FIDAL assegnò per la prima volta alla Cinque Mulini il Campionato italiano assoluto di cross, lo stesso anno in cui la competizione consentì per la prima volta la presenza di stranieri, limitata ad alcuni atleti svizzeri. Altre 5 volte la Cinque Mulini ha messo in palio le maglie tricolori: Beviacqua s’impose nel 1949, Giacomo Peppicelli vinse nel 1955, Genny Di Napoli e Patrizia Di Napoli raggiunsero il podio nel 1966, Michele Gamba e Agata Balsamo dominarono nel 2001 ed, nell'ultima edizione del 2004, la maglia tricolore andò a Giuliano Battocletti ed a Patrizia Tisi.
Nel 1952 la Cinque Mulini è ufficialmente diventata internazionale e l'anno successivo la corsa sanvittorese parla già un'altra lingua: il 21 febbraio 1954 Hamed Labidi, tunisino, diventa il primo vincitore straniero della Cinque Mulini.
La grande serie di vittorie di atleti stranieri comincia davvero nel 1957, con la vittoria dello slavo Franjio Mihalic, che si ripete nel 58 e nel 61, anno del primo podio tutto straniero, con il marocchino Moha Ben Said e lo slavo Istvan Ivanic ai posti d’onore.
Mihalic inaugura il lungo elenco di atleti vincitori del “Cross delle Nazioni” (poi diventato Campionato del Mondo) che hanno iscritto il loro nome anche nell’albo doro della Cinque Mulini. Gli altri sono i belgi Gaston Roelants e Leon Schots, l’inglese David Bedford, gli etiopi Mohammed Kedir, Bekele Debele, Kenenisa Bekele, Luchia Yisak e Gete Wami, i keniani John NGugi e Paul Tergat, il marocchino Khalid Skah, il marocchino naturalizzato belga Mohurit, l’italiana Paola Pigni, la norvegese Grete Waitz, la francese Annette Sergent, la portoghese Albertina Dias e la statunitense Lynn Jennings.
Dal 1960 la Cinque Mulini ha anche una gara riservata agli atleti juniores. Ad oggi un solo atleta è riuscito ad aggiudicarsi la corsa sanvittorese in entrambe le categorie: l’inglese David Bedford, a segno da junior nel 1969, e da senior nel 1972.
L’americano di origine sioux Billy Mills (“mills” in inglese significa mulini!) è il primo campione olimpico a correre e vincere la Cinque Mulini nel 1965, l’anno dopo il trionfo a Tokio nella finale dei 10.000 metri.
Negli anni 70 la Cinque Mulini conosce un periodo di grande splendore. Ogni edizione vede al via i più forti specialisti del momento: primatisti mondiali e campioni olimpici ormai non si contano più. Per gli italiani diventa quasi impossibile salire sul podio. Ci riescono solamente Franco Fava, secondo nel 1976 e nel 1978 e Venanzio Ortis terzo nel 1976.
Gli etiopi Yohannes, Yifter e Kedir firmano nel 1977 la prima tripletta di una stessa nazione alla Cinque Mulini. L'etiopia si ripete nel 1985 con Abebe, Debele e Bulti, poi nel 1989 tocca al Kenia (NGugi, Tanui e Masai) e nel 93 ancora all'Etiopia (Bayesa, Bekila e Gebreselassie). Per festeggiare il 50° anniversario, nel 1982, gli organizzatori fanno le cose in grande. A San Vittore Olona scendono atleti da tutti i continenti, in rappresentanza di ben 12 nazioni. Vince ancora un etiope, Eshetu Tura, specialista delle siepi e nella gara femminile vince la norvegese Grete Waitz, la granissima atleta che è riuscita ad affermarsi per 6 volte sul podio della Cinque Mulini. Dopo 22 anni dal successo di Antonio Ambu, nel 1986 Alberto Cova spezza finalmente l'egemonia straniera, battendo Gelindo Bordin e l'americano Pat Porter. In campo femminile, invece, le uniche azzurre vincitrici sono le migliori specialiste del cross di tutti i tempi: Paola Pigni (1973), Gabriella Dorio (1975) e Nadia Dandolo (1990). La Cinque Mulini viene inserita nel nascente World Cross Challenge, il circuito internazionale della IAAF che raggruppa le più importanti gare di cross del mondo. Negli anni 90 la Cinque Mulini parla prevalentemente africano, «i mulini macinano farina nera» è il titolo che apparse su molti giornali. Nel 2000 il percorso viene ridisegnato: partenza sui prati antistanti la fattoria Chiapparini poi via, verso i campi per infilarsi nei due mulini che hanno fatto storia: il Cozzi e il Meraviglia. La gara è stata così riportata nel suo ambiente naturale, i campi. Quell'anno è stato il keniano Charles Kamathi ad imporsi, davanti al connazionale 5 volte campione mondiale Paul Tergat. L'ucraino Sergiy Lebid, più volte campione europeo della specialità, si aggiudica in volata l'edizione del 2003, battendo l'ugandese Kiprop, poi vittorioso a San Vittore Olona nel 2004. Dopo 16 affermazioni africane, Lebid pone fine allo strapotere degli atleti di colore alla Cinque Mulini.
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